Lutto Giorgia Belardini Psicologa Roma Prati

Il termine “lutto” deriva dal latino lugēre ‘piangere, essere in lutto’ e rappresenta tutto ciò che ruota intorno alla perdita: manifestazioni esteriori, visibili e ritualistiche, diverse a seconda delle tradizioni locali, che conseguono la morte, in genere, di una persona cara.

In psicologia, si identificano con la parola lutto anche sentimenti e stati mentali derivanti da accadimenti improvvisi, come la perdita di un oggetto o di una condizione significativa, che creano un forte impatto emotivo, generando sofferenza; può essere considerato come la privazione di qualcosa su cui vi è stato un investimento emotivo.

Ne deriva che consideriamo lutto e lo affrontiamo come tale anche una separazione coniugale, un progetto di vita condiviso o l’interruzione di un impegno importante.


Il lutto implica una percezione personale di perdita, conscia o inconscia, relativa ad un evento reale o immaginario. L’evento di perdita comprende fattori biologici, psicologici e sociali, agisce come fattore di stress, determina una condizione di instabilità e richiede, alla persona, capacità adattive e di coping.


Sintomi Lutto Giorgia Belardini Psicologa Roma Prati













Pertanto, per lavorare sul lutto e sulla sua elaborazione, occorre tenere presente la soggettiva concezione della morte, oltre che la struttura di personalità, la vulnerabilità e le risorse personali e ambientali; le reazioni, infatti, sono sempre variabili e possono dare origine a quello che viene chiamato “lutto complicato”, aumentando anche i tempi tipici di elaborazione del lutto: morte improvvisa o tragica, assenza di reti di aiuto, disturbi psicologici antecedenti la perdita, lutti precedenti, presenza di eventi stressanti significativi, sono alcuni dei fattori che incidono e generano disturbi sul piano psicologico e somatico (Lombardo et al., 2014).


Per elaborare il lutto è necessario attraversare alcune fasi, teorizzate dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kubler-Ross, nel libro La morte e il morire (1976):

1) Negazione/rifiuto: per un naturale meccanismo di difesa, si nega il lutto ricercando la presenza della persona cara; durante questa fase possono essere frequenti i crolli emotivi.

2) Rabbia: si realizza la perdita ed emergono sentimenti di rabbia, verso sé, gli altri o la persona defunta.

3) Negoziazione: tentativo di reagire, ricerca di risposte o soluzioni per spiegare o analizzare l’evento.

4) Depressione: razionalmente ed emotivamente ci si arrende alla irrimediabilità della situazione e si comincia ad accettare la realtà.

5) Accettazione: si accetta l’accaduto ed avviene una riorganizzazione dell’esistenza, elaborando il lutto.

Generalmente questo è l’ordine in cui si presentano le fasi, ma possono anche

seguire un ordine differente, alternandosi, sovrapponendosi o ripetendosi nel corso del tempo,  per la variabilità individuale, del contesto e della relazione interrotta.

Lutto Elaborazione Giorgia Belardini Psicologa Roma Prati

L’accettazione, per definizione, implica la tendenza al rifiuto. Tentare di ignorare il dolore o considerare la sua

permanenza un obbligo nei confronti del defunto sono le reazioni più frequenti: nel primo caso, si investono le energie in attività esterne, come immergendosi nel lavoro o buttandosi su cibo, droghe o alcol, con la speranza di rimuovere il ricordo con il desiderio di credere che la perdita non si sia verificata; nel secondo caso, si ritiene che il dolore sia un “omaggio” al defunto e sono presenti forti emozioni di colpa o di rabbia, con la riduzione della vita relazionale e la mancata ripresa delle attività quotidiane (Perdighe & Mancini, 2010).


Complicazioni e come superare il lutto Giorgia Belardini Psicologa Roma Prati


Il vissuto del lutto in sé non rappresenta un fenomeno patologico, ma è necessaria una elaborazione corretta per evitare difficoltà e sintomi che possono insorgere anche a distanza di anni: per ristabilire l’equilibrio e la salute di ogni persona, occorre togliere alla perdita la connotazione di “evento modificabile”, trovando al lutto la giusta collocazione e arrivando alla riorganizzazione di sé e della propria esistenza, su nuove basi.


Lombardo, L., Lai, C., Luciani, M., Morelli, E., Buttinelli, E., Aceto, P. & Penco, I.,(2014), Eventi di perdita e lutto complicato: verso una definizione di disturbo da sofferenza prolungata per il DSM-5, Rivista di Psichiatria, 49(3), 106-114.

Kubler-Ross, E., (1976), La morte e il morire, Assisi, Cittadella Editrice.

Perdighe, C. & Mancini, F., (2010), Il lutto. Dai miti agli interventi di facilitazione dell’accettazione, Psicobiettivo vol. XXX, FrancoAngeli.